Cosa cambia dal 2026 per edifici esistenti e nuovi? Guida pratica per prepararsi al recepimento.

Entro il 29 Maggio 2026 l’Italia deve recepire la direttiva europea EPDB 2024/1275 (“Case Green”), già in vigore a livello europeo da due anni.

L’acronimo EPDB sta per Energy Performance of Buildings Directive (Direttiva sulla Prestazione Energetica nell’Edilizia), una normativa europea chiave per migliorare l’efficienza energetica degli edifici, ridurre i consumi e le emissioni di gas serra, con obiettivi ambiziosi di decarbonizzazione del patrimonio edilizio.

Noi ne abbiamo già parlato tempo fa in questo articolo

Oggi vogliamo concentrarci su un punto cruciale: quando la direttiva entrerà nel nostro ordinamento, lo farà con scadenze ravvicinate e obblighi chiari sia per gli edifici nuovi sia per quelli esistenti. Ecco perché è urgente prepararsi subito anche se ad oggi l’Italia non ha ancora recepito formalmente la direttiva.

Ma facciamo chiarezza e vediamo insieme:

  • cosa prevede la EPBD per edifici esistenti e nuovo
  • perché è urgente prepararsi subito
  • quando scatteranno gli obblighi di monitoraggio continuo
  • come Didelme può supportare aziende e PA con soluzioni EPBD‑ready

EPBD 2026: cosa prevede la direttiva per edifici esistenti e nuovi

La EPBD introduce tre cambiamenti strutturali:

  • edifici nuovi a emissioni zero
  • riqualificazione progressiva degli edifici esistenti
  • obbligo di sistemi intelligenti di automazione e monitoraggio (BACS) negli edifici non residenziali

Questi obblighi non sono incentivi: sono requisiti normativi che guideranno la trasformazione energetica degli edifici europei fino al 2050.

  1. EPBD e edifici esistenti: obblighi e scadenze (Art. 3, Art. 5, Art. 14)

Contrariamente a quanto molti pensano, la EPBD non riguarda solo le nuove costruzioni. Gli edifici esistenti saranno coinvolti attraverso obblighi progressivi.

  • Requisiti minimi di prestazione energetica: gli Stati devono definire livelli minimi di prestazione energetica per gli edifici esistenti, con scadenze progressive. (art. 5)
  • Eliminazione graduale dei combustibili fossili: vieta l’installazione di caldaie alimentate da combustibili fossili a partire dal 2040, con tappe intermedie. (art 13.3)
  • Obbligo di sistemi BACS negli edifici non residenziali: gli edifici non residenziali esistenti devono essere dotati di sistemi di automazione e controllo se superano determinate soglie di potenza degli impianti. (art .14.4)
  • Monitoraggio energetico continuo: richiede sistemi in grado di monitorare, registrare e analizzare i consumi energetici in modo continuo, con rilevazione automatica delle anomalie. (Allegato IV – BACS)
  1. EPBD e nuove costruzioni: cosa cambia dal 2026 (Art. 7, Art. 14)

Per i nuovi edifici, la EPBD è ancora più chiara:

  • Edifici a emissioni zero: tutti i nuovi edifici devono essere “zero-emission buildings” (art 7.1)
  • Rinnovabili integrate: obbligo di integrare energia da fonti rinnovabii (art 7.2)
  • Predisposizione per BACS e monitoraggio: i nuovi edifici devono essere predisposti per sistemi di automazione e monitoraggio (art 14.1)

Il monitoraggio continuo non è solo un requisito tecnico: è la base della transizione energetica degli edifici.

Serve per:

  • verificare la prestazione energetica reale
  • individuare sprechi e anomalie
  • ottimizzare HVAC, illuminazione e impianti tecnici
  • generare report per la conformità normativa
  • supportare diagnosi energetiche e piani di riqualificazione

Perché prepararsi ora alla EPBD 2026

Come detto, entro pochi mesi l’Italia dovrà recepire la direttiva rapidamente. Questo significa che:

  • gli obblighi scatteranno in tempi brevi
  • gli edifici non residenziali saranno i primi coinvolti
  • chi non è pronto rischia adeguamenti urgenti e costosi

Le aziende che si muovono ora possono:

  • pianificare gli interventi
  • evitare costi imprevisti
  • migliorare la gestione energetica
  • prepararsi alla conformità EPBD senza stress

La EPBD rende evidente che il futuro degli edifici – nuovi ed esistenti – passerà da due elementi chiave: monitoraggio continuo dei consumi e automazione intelligente degli impianti. È esattamente l’area in cui Didelme opera da anni, con soluzioni già pronte per rispondere ai requisiti della direttiva.

Monitoraggio continuo EPBD‑ready: dati affidabili, decisioni migliori

Didelme fornisce sistemi di monitoraggio progettati per funzionare in modo continuo, preciso e integrato. Questo significa:

  • misurare consumi
  • analizzare l’andamento energetico nel tempo
  • individuare sprechi, anomalie e derive prestazionali
  • generare KPI e report utili per diagnosi, audit e conformità
  • integrare dati da HVAC, illuminazione, ventilazione e altri sistemi tecnici

Il monitoraggio non è solo un requisito della EPBD: è ciò che permette a un edificio di capire come sta realmente funzionando e dove può migliorare.

Automazione e controllo (BACS): trasformare i dati in efficienza

Il secondo pilastro della EPBD è l’automazione intelligente. Didelme integra sistemi BACS che permettono di:

  • ottimizzare automaticamente HVAC, illuminazione e ventilazione…
  • regolare i carichi in base all’occupazione e alle condizioni reali
  • ridurre consumi e costi operativi
  • migliorare comfort e continuità di servizio
  • garantire una gestione più semplice e trasparente degli impianti

L’obiettivo non è solo “essere conformi”, ma rendere gli edifici più efficienti, più intelligenti e più facili da gestire.

Parla con un esperto Didelme per capire come arrivare preparato al recepimento della direttiva, senza corse dell’ultimo minuto e con benefici immediati nella gestione energetica.